L’ascolto

In data Venerdì 1 APRILE 2016, i relatori: Dott. Loredana Volpe, Gianluca D’Angelo, Grazia Pinnisi ed Annalisa Di Giacomo hanno discusso dell’importante tematica dell’ “Ascolto

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L’accoglienza di una persona malata di cancro o di un suo familiare da parte di chi svolge un’attività di assistenza non può prescindere da una profonda analisi e riflessione dell’importante tematica dell’ascolto.

Alcune persone ingenuamente credono che basti una buona predisposizione d’animo per essere attenti ai bisogni degli altri e per essere capaci di comprendere le loro necessità ed ascoltare le loro richieste.

Tuttavia, anche se le qualità umane di chi ascolta e la propensione a prendersi cura dell’altro senz’altro sono un buon punto di partenza, spesso esse non bastano e soprattutto con le persone che vivono la traumatica esperienza del cancro, con le quali è sorprendentemente difficile accogliere e capire in tutta la loro complessità l’intreccio di bisogni, paure, sensazioni nonostante tutte le buone intenzioni da parte di chi si appresta ad offrire un’attività di assistenza oncologica.

Saper ascoltare in quest’ottica diventa una vera e propria competenza da approfondire, essa esige controllo ed implica attenzione e sforzo per sintonizzarsi e comprendere gli stati emotivi dell’interlocutore ed accoglierli anche quando questi possono divergere profondamente per esperienza, valori o idee dai nostri.

Imparare ad ascoltare quindi significa avere volontà di contatto, capacità di catturare significati palesi ed impliciti, detti e non detti. Il vero ascolto esige di andare aldilà della superficialità fino all’interiorità sia di chi parla che di chi sta ascoltando con le proprie esperienze e la propria sensibilità.

In quest’ottica l’ascolto diventa una risorsa oltre che una competenza perché offre in chi lo pratica la possibilità di connettersi al proprio mondo emotivo per poter accogliere quello di un’altra persona senza giudizio e/o pregiudizio, proprio per tale motivo, parafrasando lo psicologo statunitense Carl Rogers, potremmo dire che l’esperienza dell’ascolto rende più nutriente il nostro modo di essere al mondo e di vivere le relazioni non soltanto professionali ma anche personali.

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